Milano (askanews) - Washington sta compiendo verifiche sull'audio di 46 minuti attribuito al leader dell'Isis Abu Bakr Al Baghdadi pubblicato su Telegram, ma non ha motivi di dubitare della

sua autenticità. "Con la forza di Dio daremo prova di resistenza. Morte, sconfitte e dolore non ci

piegheranno", ha affermato in un passaggio del suo discorso al Baghdadi.

Nell'audio il leader dello Stato islamico parla della caduta di Mosul e delle tensioni tra Stati Uniti e Corea del Nord, eventi successivi alla sua presunta morte a fine maggio. A metà giugno

la Russia, usando il condizionale, aveva affermato che il Califfo sarebbe morto durante un raid del suoi bombardieri su Raqqa, la capitale siriana dello Stato islamico, che oggi sta per cadere.

In passato il capo jihadista era stato dato per morto più volte.

Ora questo nuovo audio nel quale il leader dell'Isis ha esortato i Mujahiddin a fare da "scudo e speranza" nella difesa del califfato. Poi al Baghdadi ha parlato dei "miscredenti", che si sono uniti contro l'Isis per la paura degli attacchi dei jihadisti. E infine, la chiamata alle armi, indirizzata ai sunniti in Siria "prima che sia troppo tardi". Una chiamata che spazia a tutto il mondo dall'Asia all'Africa. "Guai a chi butta la sua arma", è l'ultima raccomandazione del

Califfo ai suoi combattenti.