Lunedì all'alba, prima dell'apertura della Borsa, i vertici della Banca del Giappone e il ministro delle Finanze Taro Aso hanno tenuto un summit di emergenza insieme al premier Shinzo Abe, per cercare di calmare tutti insieme i mercati sconvolti dalla Brexit. Il messaggio secondo cui la banca centrale e' pronta ad assicurare piu' liquidita' e il ministero delle Finanze non esclude interventi diretti sul mercati dei cambi sembra aver avuto qualche risultato. Il Nikkei ha chiuso con un recupero del a punti, dopo il crollo del 7,9% di venerdi'. Il premier Abe ha invocato un coordinamento piu' spiccato tra i Paesi del G7, i cui leader aveva ospitato a fine maggio a Ise-Shima prima che il referendum avventatamente promosso da David Cameron mettesse a rischio una Abenomics gia' in difficolta' e proprio in vista delle elezioni politiche per la Camera Alta in Giappone del prossimo 10 luglio. A Tokyo preoccupa in particolare l'ascesa dello yen, considerato dagli investitori internazionali una valuta-rifugio, che oggi si e‘ mosso poco nei confronti del dollaro ma ha continuato a guadagnare sulla sterlina (oggi di oltre il 14% piu' debole rispetto a venerdi' mattina). Vari esperti sottolineano che i mercati sono stati colti di sorpresa per una sorta di “wishful thinking”, In Asia soffrono particolarmente in Borsa le aziende piu' esposte verso la Gran Bretagna e una Europa di cui si teme una forte frenata economica, anche se il pessimismo a Tokyo e' temperato dalla prospettiva di nuovi allentamenti monetari e nuovi stimoli fiscali all'economia. Ma il colpo e' duro, anche gli investitori individuali e i trader online, sempre piu' delusi dalla Borsa.