È impressionante il via vai di aerei civili e militari all'aeroporto di Naha a Okinawa: un traffico misto che crea qualche problema, che sarà alleviato solo l'anno prossimo con l'apertura di una seconda pista. Il Governo giapponese sta spostando a sud il baricentro del suo dispositivo di Difesa e ha raddoppiato a 40 il numero dei caccia nella base di Naha. Il motivo è la difesa delle isole Senkaku, rivendicate dalla Cina, che ha istituito una zona di identificazione per la difesa aerea che si sovrappone a quella giapponese sopra queste isole disabitate. L'anno scorso il numero totale delle missioni giapponesi di intercettazione per violazioni dello spazio aereo ha raggiunto un numero record di 1.168. Dall'isola di Ishigaki, nell'estremo Sud, dipendono amministrativamente le Senkaku. I pescatori vorrebbero andarci ma non possono e si lamentano: nessun giapponese ci può andare, in quanto Tokyo lo proibisce per evitare ritorsioni cinesi dopo i casi di boicottaggio economico del 2012 quando il Governo giapponese nazionalizzò le isole, fino ad allora di proprietà privata. Il ministero della Difesa vuole inviare 600 soldati di pronto intervento a Ishigaki ma la popolazione è divisa: le elezioni municipali del prossimo marzo saranno una specie di referendum sull'accettazione o meno di un'ampia presenza militare sulla piccola isola