E' la principessa Takamado a inaugurare al Museo Nazionale di Tokyo l'esibizione in prima mondiale del ritratto effettuato da Domenico Tintoretto di Ito Mancio, primo ambasciatore informale giapponese in Italia, inviato dal padre visitatore gesuita Alessandro Valignano assieme ad altre tre giovani cristiani del Kyushu. Partita nel 1582, la cosiddetta “Missione Tensho” - dopo un viaggio travagliato via Oceano Indiano e Atlantico, giunse in Italia - via Portogallo e Spagna - nel 1585. Visito' numerose città italiane, incontro' due Papi e il Doge di Venezia, che commissiono' il ritratto riscoperto due anni fa presso la Fondazione Trivulzio. “Il quadro e' nella disponibilità' della famiglia dalla meta' dell'Ottocento in seguito al matrimonio di una Rinuccini, toscana, con un Trivulzio - spiega l'avvocato Gian Giacomo Attolico Trivulzio - Nel 2009 l'abbiamo fatto restaurare. In seguito la nostra archivista, Paola Di Rico, ha studiato tutto il percorso storico del quadro, ricostruendo i passaggi di proprietà'. Mancava l'attribuzione del quadro. Il professor Sergio Marinelli l'ha poi autenticato come opera di Domenico Tintoretto, figlio di Jacopo”. Il dipinto verra' esposto anche a Nagasaki (antico centro della cristianità' giapponese) e a Miyazaki, luogo di origine di Ito Mancio.