Città del Messico (askanews) - Ancora terrore e devastazione in Messico. Dopo il sisma di dodici giorni fa che ha causato 98 morti, almeno 248 persone, tra le quali una ventina di bambini, sono morte nel terribile terremoto di magnitudo 7,1 della scala Richter che ha colpito il centro del Paese. La scossa è stata registrato a 12 chilometri a sudest di Axochiapan, nello stato di Morelos, a circa 160 chilometri dalla capitale messicana. La scossa è arrivata mentre il paese ricordava l'anniversario del sisma del 1985 a causa del quale morirono almeno seimila persone a Città del Messico.

La capitale è una città devastata. I soccorritori continuano a lottare contro il tempo per trovare superstiti sotto i detriti di diversi immobili. Dopo il terrore i cittadini si sono rimboccati le maniche per rimuovere le macerie.

Il bilancio provvisorio del governo messicano a dodici ore dalla prima scossa, alle 20 ore locali, parla al momento di "248 morti complessive". Tra le vittime ci sono 21 bambini di una scuola crollata, mentre proseguono le ricerche per ritrovarne una trentina ritenuti dispersi.

"Sono stati trovati 22 corpi, due adulti. Ci sono trenta bambini e otto adulti dispersi", diceva il presidente messicano Enrique Pena Nieto, subito accorso sul luogo del crollo nell'area sud-est di Città del Messico comunicando un bilancio di vittime purtroppo destinato a cambiare.

Colonne di fumo, di calce delle macerie degli edifici, si sono levate su tutta la capitale. Quattro milioni di persone sono senza elettricità tra Città del Messico e lo Stato di Morelos. Diverse strutture della capitale, dall'aeroporto all'Università nazionale autonoma, hanno sospeso le attività per ispezionare gli edifici. Le scuole a Città del Messico e a Puebla sono state evacuate e chiuse.