Khartum, Sudan (askanews) - "Boat of Death", la barca della morte, è uno spettacolo messo in scena da un gruppo di artisti sudanesi per mettere in guardia contro i pericoli delle traversate via mare da parte di masse di migranti in fuga dalle guerre e dalla miseria.

"Il tema principale del lavoro è quello di un messaggio ai giovani perché fermino le migrazioni illegali e i trafficanti di carne umana", spiega il regista Maher Saad al termine di una performance all'ambasciata etiope di Khartum. "Il teatro è in grado di veicolare questo messaggio perché si tratta di un mezzo che provoca un impatto immediato e diretto".

La pièce va in scena nel momento in cui l'agenzia per i rifugiati delle Nazioni Unite accusa il Sudan, snodo di transito strategico sulle rotte dei migranti, di avere deportato oltre 400 eritrei il mese scorso per avere tentato di entrare in Libia dal territorio sudanese mentre l'Unione europea sta cercando di trovare un accordo con le autorità libiche per fermare il flusso dei disperati che cercano di attraversare il Mediterraneo a qualsiasi costo.

I 45 minuti di Boat of Death terminano in tragedia, come troppo spesso accade nella realtà, con il gruppo dei migranti inghiottito dai flutti dopo il naufragio del loro barcone. Prima dell'inizio dell'odissea, i personaggi vengono ritratti durante le drammatiche trattative con un trafficante che abusa di loro e li percuote. "Ho scritto quest'opera per riflettere su queste tragedie" sottolinea Rabia Youssef, autrice di Boat of Death. "Abbiamo cercato di tenerla più semplice possibile per metterla in scena anche su palcoscenici improvvisati".

Secondo i dati dell'Onu, da gennaio oltre 200mila migranti hanno attraversato il Mediterraneo. Più di 2.500 di loro sono morti, la maggior parte nel tratto di mare tra la Libia e l'Italia.

(Immagini Afp)