Madrid (askanews) - C'è un premier incaricato, ma non una maggioranza pergovernare. La situazione politica in Spagna è ancora assai complessa. Il premier uscente, Mariano Rajoy, ha accettato l'incarico propostogli da re Felipe VI al termine del primo giro di consultazioni con i vari partiti, una missione in salita quella di formare un nuovo governo perchè non ha ancora il sostegno necessario in Parlamento.

Rajoy - che ha parlato alla Moncloa, al termine del suo colloquio con il monarca - ha trasmesso agli altri partiti un documento con delle proposte per un patto di legislatura: "Non è il momento delle rivalità, è il momento di costruire e di superare le divergenze: la Spagna ha bisogno di un governo".

"La mia idea è di negoziare un programma di governo, mi rivolgerò in modo preferenziale ai partiti costituzionalisti con cui sembra più ragionevole trovare un accordo. Cercherò l'appoggio per un governo moderato, stabile e che abbia un appoggio parlamentare chiaro, un programma di azione definito e un calendario per metterlo in atto" ha detto Rajoy dopo l'incontro con il re.

Rajoy cercherà quindi di utilizzare l'incarico della Corona come arma di pressione politica nei confronti degli altri partiti: avrà disposizione un tempo che egli stesso ha definito "ragionevole" per riuscire a raggiungere un accordo di alleanza o quanto meno di desistenza prima di presentarsi in Parlamento o di gettare la spugna e tornare a elezioni.

Le possibilità di Rajoy dipendono in definitiva da un unico elemento: l'astensione dei socialisti del Psoe, che gli permetterebbe di governare in minoranza. Sanchez ha però ribadito di voler votare no alla fiducia.

Dato che il partito di Rivera, Ciudadanos, ha deciso di astenersi mentre Podemos e i nazionalisti catalani e baschi voteranno no, al momento il premier uscente può contare solo sull'appoggio dei suoi 137 deputati, contro i 178 contrari.

(immagini AFP)