Madrid (askanews) - In Spagna si è rimessa in moto la macchina della campagna elettorale. Il paese paralizzato da 6 mesi, dopo che la precedente consultazione non è riuscita a portare alla formazione di un governo, non sembra trovare una via di uscita a questa situazione di stallo. Nel primo dibattito televisivo tra i leader politici è emersa ancora una volta una profonda spaccatura con scambi reciproci di accuse.

"Tutti dicono che risolveranno la situazione come per magia, lo diceva anche Tsipras in Grecia, ma sappiamo come è andata a finire, la situazione sta migliorando, non è ancora buona, ma bisogna riconoscerlo" ha detto Mariano Rajoy, che guida il governo ad interim e il Partido Popular.

Il leader di Podemos Pablo Iglesias apre a un'alleanza con i socialisti ma precisa e "se prendo più voti di Sanchez il premier lo faccio io". "Credo che lei sbagli nemico e dopo il 26 giugno dovrà scegliere con chi stare e sarebbe meglio per i suoi elettori signor Sanchez dire prima con chi pensa di fare un accordo, se con noi o con il Partido Popular".

Il Psoe perde consensi ma il suo leader Sanchez non molla. "Noi abbiamo scelto il cambiamento e abbiamo deciso di formare un governo progressista, ma lei signor Iglesias ha votato contro" ha tagliato corto il leader socialista.

Resta anche l'incognita del peso di Ciudadanos, partito che guarda a destra ma che non sembra riuscire ad approfittare delle difficoltà degli altri sfidanti.

(immagini afp)