Città del Messico (askanews) - Secondo un rapporto dell'Unicef dedicato al drammatico viaggio dei bambini dall'America Centrale verso gli Stati Uniti, nei primi sei mesi del 2014 44.500 bambini non accompagnati sono stati fermati al confine tra Usa e Messico. La quota è scesa a 18.500 nello stesso periodo del 2015 e quest'anno è aumentato a 26mila. Altre migliaia non sono mai arrivate al confine, arrestate, rapite, assassinate, o morte durante il viaggio.

I minori non accompagnati fermati negli Stati Uniti hanno diritto a essere ascoltati da un Tribunale per l'immigrazione, ma non a un avvocato nominato d'ufficio. E secondo i dati, i bambini non accompagnati che non hanno un rappresentante legale nelle udienze sono il 40% e hanno maggiori probabilità di essere rimpatriati rispetto a quelli rappresentati. E non è tutto. Ogni mese, migliaia di bambini dall'America Centrale rischiano di essere rapiti, venduti, violentati o uccisi nel tentativo di raggiungere gli Stati Uniti per sfuggire a bande brutali o a una soffocante povertà.

I paesi d'origine, El Salvador, Honduras e Guatemala, registrano tassi di omicidi tra i più alti del mondo, rispettivamente 103 omicidi ogni 100 mila residenti, 57 e 30. "È straziante pensare a questi bambini, la maggior parte dei quali adolescenti, ma alcuni anche più giovani, che devono affrontare un viaggio estenuante ed estremamente pericoloso in cerca di sicurezza e di una vita migliore", ha dichiarato il vice direttore dell'Unicef Justin Forsyth. "Il flusso di giovani rifugiati e migranti impone di affrontare la questione della violenza e delle condizioni socio-economiche nei paesi di origine".