New York (askanews) - Guerra in Siria, l'Occidente si schiera contro il regime di Damasco. Gli attacchi contri i civili ad Aleppo rappresentano una violazione della legge umanitaria internazionale. Questa la posizione espressa in un comunicato dall'Alto rappresentante per la politica estera dell'Unione europea Federica Mogherini e dal commissario alle questioni umanitarie Christos Stylianides.

La condanna dei membri dell'esecutivo europeo va anche ai tiri d'artiglieria e al lancio di bombe incendiarie su Aleppo, oltre all'attacco definito deliberato contro un convoglio umanitario la scorsa settimana e all'interruzione delle forniture d'acqua alla maggioranza dei civili che si trovano ancora nella città.

In questo quadro evidentemente concertato, Gran Bretagna, Francia e Stati Uniti hanno chiesto una riunione urgente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite mettendo all'ordine del giorno la situazione di Aleppo, sottoposta a durissimi bombardamenti. Una decisione assunta per aumentare la pressione sulla Russia, principale alleato del regime siriano, e far cessare i bombardamenti dando la possibilità di ristabilire il cessate il fuoco negoziato tra Washington e Mosca.

Dal canto suo, il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon ha chiesto alla comunità internazionale di impegnarsi di più per mettere fine all'incubo del conflitto in Siria.

"Quale scusa è possibile avanzare per non intraprendere una decisa iniziativa per fermare il massacro? Quanto tempo ancora tutti coloro che hanno influenza sul conflitto permetteranno che una tale crudeltà possa andare avanti? Tutti devono impegnarsi di più per porre fine a questo incubo" ha detto Ban nel corso di una conferenza stampa.

(Immagini Afp)