Damasco (askanews) - In Siria sembra stia per tramontare, almeno per il momento, la stella tenebrosa dell'Isis. A Raqqa l'incubo è finito. La città della Siria settentrionale, conquista dall'Isis nel gennaio del 2014 e dichiarata capitale del cosiddetto Califfato nell'estate successiva, è stata completamente liberata.

"Tutto è finito a Raqqa, le nostre forze hanno assunto il pieno controllo della città" ha reso noto il portavoce delle Forze democratiche siriane, un'alleanza tra curdi e arabo siriani sostenuta dagli Stati Uniti che, agli inizi del giugno scorso, aveva lanciato una vasta offensiva per liberare la strategica località siriana.

Una liberazione pagata a caro prezzo. Secondo l'Osservatorio siriano per i diritti umani, una Ong con sede a Londra che conta su una vasta rete di attivisti in tutto il paese, il bilancio delle vittime della battaglia per la liberazione di Raqqa sarebbe di 3.250 morti, di cui 1.130 civili.

Lo Stato islamico di al Baghdadi sembra crollare come un castello di carte, sotto le offensive scatenate in Siria e in Iraq per la riconquista dei territori occupati a partire dal 2014. Dopo aver perso Raqqa, l'Isis sta subendo la perdita anche di Deir el-Zor, la sua ultima roccaforte nell'Est siriano, da tempo sotto i colpi dei reparti di Damasco fedeli al presidente Bashar al Assad, sostenuti dai raid aerei dell'aviazione di Mosca. Le truppe governative infatti avrebbe raggiunto il controllo di oltre il 90% della località.