Damasco (askanews) - È iniziata nella mattinata del 22 marzo 2018 l'evacuazione dei ribelli da Ghouta Est, l'enclave nei pressi di Damasco sotto assedio da settimane da parte delle truppe vicine al regime di Bashar al-Assad. Tra questi anche 13 civili e militari siriani che sostengono di essere stati "rapiti" dai ribelli, scambiati con 6 persone che erano invece detenute dai lealisti.

Nelle stesse ore 19 civili sono stati uccisi in raid aerei sull'enclave. I raid, imputati dall'Osservatorio siriano sui diritti umani al regime di Bashar al Assad e all'aviazione russa, hanno colpito un gruppo di ribelli a Zamalka, nel Sud di Ghouta, uccidendo 16 civili.

Altre 3 persone sono morte invece nei raid compiuti contro Arbin, controllata dal gruppo Faylaq al-Rahman.

Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, intanto, ha espresso preoccupazione riguardo ai presunti attacchi chimici in Siria e ha esortato il Consiglio di sicurezza ad agire per affrontare questi "gravi crimini". L'appello è arrivato dopo che Guterres si è riunito con il capo dell'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (Opcw), che ha indagato su oltre 70 casi di attacchi con gas tossico in Siria dal 2014.