Raqqa (askanews) - I raid aerei russi in Siria dell'11 agosto contro la roccaforte Isis a Raqqa, nel nord del Paese, secondo quanto riferito dall'osservatorio siriano per i diritti umani hanno ucciso almeno 24 civili e ferendo 70 persone. Il governo russo ha fatto sapere che sono stati colpiti numerosi obiettivi dell'Isis, tra cui una fabbrica di armi chimiche, un deposito di armi e un campo d'addestramento dei miliziani del sedicente stato islamico.

Sei Tupolev Tu-22M3 russi - si legge in un rapporto sulla missione - hanno condotto bombardamenti e lanciato missili su siti del califfato a Raqqa, nell'ambito di un'operazione di maggiore portata rispetto a quelle finora condotte sulla città "capitale" dello Stato islamico in Siria.

Mentre s'infammano le polemiche su un nuovo presunto attacco chimico ad Aleppo con armi al cloro, che avrebbe causato almeno 4 morti e decine di feriti intossicati, fra cui molti bambini, i combattenti siriani hanno denunciato che circa 2mila civili sono stati "presi in ostaggio" dai jihadisti dello Stato Islamico in fuga nella città di Minjeb, nel Nord del Paese sottoposta, da settimane, a un'offensiva delle Sds, le "Forze Democratiche siriane", un'alleanza arabo-curda dominata dalle unità di Difesa del Popolo curdo.

(Immagini Afp)