Una preghiera silenziosa davanti al portone di un condominio. E' un pellegrinaggio organizzato da una associazione di donne cattoliche di Yokohama a Miyogadani, il quartiere di Tokyo che ospito' la residenza coatta dei cristiani (Kirishitan Yashiki) nel XVII e nella prima parte del XVIII secolo. Una lapide ricorda che la prigione fu costruita nel 1646 e che ospito' Giovanni Battista Sidotti, l'abate siciliano che fu l'ultimo di una serie di missionari iniziata con Francesco Saverio. Li' Sidotti mori' di stenti nel 1715, dopo alcuni anni di prigionia e in seguito all'inasprimento del regime carcerario seguito alla scoperta che aveva convertito la coppia dei suoi due guardiani. Quattro anni fa, a sorpresa, e' stata scoperta - a un centinaio di metri di distanza dalla lapide - la sua tomba (assieme a quella dei due guardiani) durante i lavori di scavo delle fondamenta del condominio. In alcune citta' giapponesi sono sortii gruppi di preghiera: sperano che venga presto avviata una causa di beatificazione. Una questione complessa, afferma il missionario francescano Padre Mario Canducci: Tokyo sembra non avere un numero sufficiente di gente esperta per mandare avanti le pratiche. Canducci e' fiducioso in quanto conosce bene monsignor Tarcisius Isao Kikuchi, l'ex missionario in Africa che si insedierà ufficialmente sabato 16 dicembre alla guida della diocesi di Tokyo. Inoltre ha gia' parlato con l'arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice. L'ipotesi che appare piu' fattibile e' una collaborazione tra le due diocesi: Palermo, luogo di origine del Sidotti, si prenderebbe l'incarico di avviare e portare avanti la causa, con il supporto della parte giapponese per la documentazione locale. Del resto, quando Sidotti mori', non c'era una diocesi in Giappone.

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