San Pietroburgo (askanews) - Russia e Turchia hanno fatto la pace a San Pietroburgo dopo le tensioni seguite all'abbattimento di un aereo russo in Turchia nel 2015, con la morte di uno dei due piloti, e il fallito tentativo di colpo di stato ad Ankara.

Il leader del Cremlino, Vladimir Putin e il presidente turco Recep Tayyip Erdogan hanno avuto un lungo faccia a faccia di almeno di 2 ore nell'antico palazzo dello Zar, per poi continuare con colloqui allargati, al fine di chiarire le reciproche posizioni dopo la crisi diplomatica, con mesi di insulti, minacce e pesantissime ritorsioni economiche.

"Questo incontro è stato molto importante per il futuro delle relazioni tra turchi e russi", ha detto Putin, sottolineando che, "sicura di poter tornare al livello pre-crisi di cooperazione tra i due Paesi, Mosca revocherà gradualmente le misure restrittive adottate nei confronti di imprese turche".

"Insieme e gradualmente - ha aggiunto Erdogan - prenderemo le misure necessarie per riprendere i voli charter, eliminare le restrizioni bilaterali sui prodotti agricoli, aprire canali per gli imprenditori turchi in Russia e viaggiare senza bisogno di visti".

"Voglio ringraziare il 'caro amico' Putin per il suo invito", ha concluso Erdogan. "Continueremo con il nostro lavoro e la nostra amicizia e tutte le difficoltà nei rapporti commerciali e le sanzioni saranno rimosse".

Nel corso del vertice, i due leader hanno parlato anche della crisi in Siria sulla quale, nonostante le divergenze, soprattutto sul ruolo del presidente Bashar al-Assad, è stata auspicata una soluzione "mutualmente accettabile" per porre fine alla guerra civile. Accordi bilaterali saranno presi anche sulla centrale nucleare turca di Akkuiu, che sarà realizzata da imprese russe, e sul gasdotto Turkish Stream.

(Immagini Afp)