Praga, (askanews) - I cechi vanno alle urne per il rinnovo della Camera dei deputati con la certezza che a vincere sarà il movimento populista guidato dal miliardario Andrej Babis, ma anche con molte incertezze sullo scenario in vista della formazione del prossimo governo. Con i rischi ulteriori di una notevole frammentazione parlamentare, con ben otto formazioni che potrebbero superare lo sbarramento del 5%, e di una grande affermazione di forze xenofobe, anti Ue e comunque anti euro.

Tutti i sondaggi sono comunque concordi nel prevedere l'affermazione, come primo partito di Ano ("Sì" in lingua ceca), acronimo di Akce nespokojenych obcanu, ovvero Iniziativa dei cittadini scontenti, formazione di cui Babis è padre e padrone, accreditata secondo gli ultimi sondaggi di una percentuale attorno al 25%.

Nelle immagini Babis, soprannominato il "Babisconi" della Repubblica ceca, o anche il "Trump locale", ha votato poco dopo l'apertura dei seggi a Pruhonice, vicino a Praga, e poi ha detto ai giornalisti:

"Vogliamo battere questo sistema clientelista e corrotto, questo è il motivo per cui siamo di fatto contro questi partiti politici tradizionali, come abbiamo visto durante i dibattiti in tv", ha dichiarato.

"Abbiamo bisogno di un governo che vada realmente a risolvere i problemi della gente e che non ci siano dei politici che stiano là per i loro interessi e dimentichino la gente una volta che le elezioni sono finite", ha aggiunto.