Londra (askanews) - Il partito laburista britannico affila i lunghi coltelli in vista dell'elezione del suo prossimo leader. In altre parole, per decidere se il candidato della sinistra Jeremy Corbyn, 67 anni, dovrà restare alla testa del partito. Il confronto si presenta con toni sin troppo accesi che minacciano di approfondire le divisioni interne mettendo in pericolo l'unità e il futuro dei laburisti.

Il voto dovrà stabilire un eventuale cambio della guardia tra Corbyn e il 46enne deputato Owen Smith, sinora poco conosciuto fuori dai corridoi di Westminster, entrato ufficialmente in lizza il mese scorso quando ha annunciate la sua candidatura contro la leadership del partito accusata di portare il Labour verso un'inevitabile scissione.

Il partito sta attraversando una grave crisi, iniziata dopo l'esito del referendum sulla Brexit che ha sancito l'uscita dall'Unione europea. Il segretario Corbyn, eletto solo 10 mesi fa, accusato di non essersi impegnato a sufficienza a favore del Remain nella consultazione, è stato sfiduciato dai deputati del partito.

Smith ha invece sostenuto a spada tratta la campagna a favore dell'Europa e non ha escluso la possibilità di promuovere una seconda votazione per ribaltarne il risultato. Ex top manager dello staff di Corbyn, Smith ha sempre dichiarato di essere contro le politiche di austerità del governo conservatore ma la solo anti-austerità, ha spiegato, non è sufficiente. Serve invece un grande piano per la crescita e ha proposto un progetto di massicci investimenti, soprattutto nel campo delle infrastrutture.

Alla luce degli ultimi sondaggi, Corbyn sembra ancora disporre di ampi consensi nella base del partito. In un sondaggio dello scorso luglio tra le persone che voteranno al congresso laburista, Corbyn è risultato in vantaggio con il 47% dei consensi, contro il 25 di Smith. Ma tra coloro che nel 2015 hanno votato laburista, Corbyn gode di un vantaggio drammaticamente ridotto al lumicino, intorno ai 2 punti percentuali.

I risultati del confronto saranno annunciati il 24 settembre al congresso del partito.

(Immagini Afp)