Roma, (askanews) - L'Italia guarda alla Russia e la Russia all'Italia con grandi opportunità di crescita reciproca. Una prospettiva di cui è certo l'ambasciatore d'Italia a Mosca, Cesare Maria Ragaglini, che ha elencato i settori dove l'Italia potrebbe investire, soprattutto in vista del Forum internazionale di San Pietroburgo.

"Sicuramente gli investimenti nella meccanica e nell'agroindustria sono prioritari per i russi, ma non ci sono limiti agli investimenti, perché la diversificazione della Russia prende l'industria a 360 gradi. Quindi le imprese italiane che hanno la tecnologia sono in grado di poter fornire questo contributo che è reciproco, perché non si parla di delocalizzazione ma di creare nuove unità produttive che premettano di affrontare un mercato che è già di per sé di 150 milioni di persone con l'opportunità di esportare in Paesi dell'ex Unione sovietica e in Paesi terzi".

E al San Pietroburgo l'Italia ha un posto di riguardo, testimonianza della relazione speciale che lega Roma a Mosca.

"Io credo che le autorità russe ci abbiano invitato come Paese ospite a riconoscimento di un atteggiamento italiano che negli ultimi due anni che ci ha visto in Europa tra i Paesi principali che hanno sempre visto la Russia come un partner. La Russia non è un Paese che si possa o si debba isolare, al contrario è un Paese che deve essere coinvolto nelle grandi crisi internazionali, nelle grandi sfide transanazionali come il terrorismo, che occorre coinvolgere sempre più anche in un'architettura di sicurezza europea. C'è un detto in Russia che si porta dietro da secoli che più pericolosa di una russia forte è una Russia debole".