Quando i giapponesi scoprirono l'Italia? La data e' precisa: 8 maggio - 3 giugno 1873, quando la “Missione Iwakura” – prima delegazione diplomatica del Giappone moderno – verso il termine del suo tour americano ed europeo visito' la penisola, calando dal Brennero fino alla Campania. In occasione dei 150 anni delle relazioni diplomatiche tra i due Paesi, una mostra a Tokyo (fino al 24 luglio) illustra la “scoperta dell'Italia” attraverso una serie di pannelli fotografici, nonche' documenti originali relativi a Kunitake Kume, l'uomo che curo' il resoconto ufficiale del viaggio, effettuato da persone che per lo piu' ebbero poi un ruolo decisivo nel governo del Sol levante. E' in esposizione il suo diario originale, che divenne un modello per le relazioni di viaggio giapponesi di fine Ottocento.
Poco distante dalla stazione di Meguro, ai piani alto di un palazzo appartato, si trova il “Kume Museum of Art”, dedicato proprio a Kumitake Kume e a suo figlio Kiichiro, che divenne un noto pittore in stile occidentale. “I membri della missione si accorsero con meraviglia che le radici della civilta' occidentale erano in Italia”, ha osservato Tomofusa Iwakura alla cerimonia di inaugurazione della mostra. Piu' in particolare – sottolinea Silvio Vita, direttore della Scuola Italiana di Studi sull'Asia Orientale di Kyoto- “l'Italia fu vista come il centro della tradizione artistica europea. Tanto che molti pittori e scultori italiani furono poi invitati in Giappone a insegnare, come Ragusa, Fontanesi, Chiossone”