Tblisi, (askanews) - La Russia occupa il 20% del territorio in Georgia, e il 15% dei georgiani sono profughi nel proprio Paese. Per questo non ci sono relazioni diplomatiche tra Georgia e Russia ma "occorre superare le tensioni con la Russia". Il messaggio arriva da Tengiz Pkhaladze, segretario per gli Affari esteri della presidenza georgiana, all'indomani dell'importante visita del Papa a Tblisi.

"La visita del Papa è sempre una cosa significativa. Siamo stati molto felici che lui abbia accettato l'invito del presidente georgiano e del Patriarca ortodosso di visitare il nostro Paese. Le relazioni con il Vaticano sono antiche, sono nate nel XII secolo. La Georgia ha sempre avuto intense relazioni diplomatiche e politiche con il Vaticano. La Santa Sede sostiene l'integrità territoriale del nostro Paese. Allo stesso tempo la Georgia è un Paese con antiche tradizioni cristiane".

Il Papa, nel suo discorso al palazzo del presidente a Tblisi, ha chiesto che venga tutelata l'integrità territoriale. Un messaggio a Mosca?

"Il suo messaggio è stato molto importante. Non credo sia stato un messaggio contro la Russia, ma piuttosto un messaggio contro le violazioni. E nel XXI secolo dovremmo unire le forze e non essere uno contro l'altro per risolvere il problema".

Quali sono le relazioni tra Georgia e Russia? "Il 20% del territorio è occupato dalla Russia, il 15% della nostra popolazione è sfollato all'interno nel proprio Paese. Abbiamo con la Russia seri problemi su questo, non ci sono relazioni diplomatiche tra Georgia e Russia, ma cerchiamo di depoliticizzare le questioni come quella dei profughi per farli tornare nelle loro terre e provare i modi per una riconciliazione. Questi scontri non sono una cosa positiva né per la Russia né per la Georgia. È sempre meglio avere buoni rapporti con i vicini che conflitti. Questo è il mio messaggio".

La Georgia è pronta per entrare nell'Unione europea? "La questione dell'ingresso della Georgia in Ue è una questione centrale per noi. La Georgia non è solamente un territorio parte dell'Europa ma è anche una delle terre dove è nata la civilizzazione cristiana. Non siamo vicini dell'Europa ma siamo vicini dell'Europa unita e sono sicuro che in futuro, spero presto, entreremo nell'Europa unita".