Parigi (askanews) - In Francia la polemica sul burkini non si placa. Sta facendo il giro del web la foto di una donna sulla spiaggia di Nizza a cui la polizia impone di togliersi il burkini, in quanto "non rispettoso della moralità e del secolarismo", sulla scorta del controverso bando del costume da bagno islamico. La donna successivamente è stata anche multata.

La polemica diritto di adottare un abbigliamento decisamente più pudico rispetto alle mode occidentali, non meno legittime, appare intollerante e sicuramente controproducente.

In Australia il divieto in alcune spiagge della Francia di indossare il burkini, la tuta-costume in linea con i più severi dettami estetici islamici, ha fatto schizzare le vendite e l'interesse anche delle donne non musulmane. Lo ha reso noto la stilista australiano-libanese Aheda Zanetti che ha creato e registrato il nome burkini. Il modello sta andando letteralmente a ruba.

Nei paesi musulmani, com'era facile aspettarsi, per un meccanismo identitario riflesso, il burkini si sta sempre più diffondendo sulle spiagge dell'Africa del nord dove il costume da bagno lanciato da Aheda Zanetti sta facendo scuola.

A Zeralda, rinomata stazione balneare a ovest di Algeri, sono sempre più rare le donne che adottano le mode occidentali, bikini sopratutto, sulla spiagge pubbliche. Anche in Marocco, dov'era praticamente ignorato sino a pochi giorni fa, il trend sembra sempre più diffuso.

"Qualche burkini si vede anche sulle spiagge di Rabat" spiega un animatore. "Da parte mia sono favorevole perché è un indumento rispettabile che permette alla donna di fare tranquillamente il bagno senza mostrare il suo corpo permettendole di stare in mezzo alla gente senza problemi".

Il burkini in Marocco sembra però essere un fenomeno soprattutto della costa settentrionale mediterranea. Scendendo a sud, sull'Atlantico, diventa invece sempre più raro.

(Immagini Afp)