Roma, (askanews) - Ha visto con i suoi occhi il ritrovamento di due cadaveri, quello di una donna e di un bambino nudo, al largo della costa libica, e ha assistito al salvataggio di una donna camerunense rimasta tra le onde per 48 ore. Annalisa Camilli, giornalista di Internazionale, si trova a bordo della nave della ong spagnola Proactiva Open Arms.

Ci racconta come sono andate le cose: "Ieri mattina siamo arrivati con la nave Open Arms e con il veliero Astral a circa 80 miglia a est di Tripoli. Abbiamo avvistato i resti di un gommone, sgonfio, con molti detriti a fianco. Sono state calate lance di soccorso; subito abbiamo visto che c'erano due corpi, il corpo di una donna riverso su una tavola di legno e vicino al suo corpo quello di un bambino tutto nudo, tra i 3 e i 5 anni. Inoltre c'era un'altra donna attaccata a una tavola, non si capiva se fosse viva o morta.

Un soccorritore spagnolo si è buttato in acqua per salvarla. La donna ora sta bene, anche se ha rischiato di morire. Non ce l'ha fatta il bambino morto di ipotermia e sarebbe morto poco prima che fossimo arrivati. Questa è stata la peggiore notizia".

Cosa ha raccontato la donna sopravvissuta? "E' confusa, sotto choc. Ieri era in uno stato confusionale molto forte. Ha raccontato di essere scappata dal Camerun perché picchiata dal marito molte volte. Era a bordo del gommone insieme ad altre persone, ma finora non è stata capace di ricostruire che fine abbiano fatto le altre persone.