Milano, 18 ott. (askanews) -

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La Valletta, Malta (askanews) - Mentre a Malta continuano le veglie di protesta e cordoglio contro il brutale assassinio di Daphne Caruana Galizia, la giornalista investigativa impegnata in inchieste contro la corruzione nell'isola, saltata in aria mentre entrava nella sua Peugeot parcheggiata nei pressi di casa, le polemiche non fanno che aumentare.

Il figlio della giornalista, Matthew Caruana, ha scritto su Facebook accusando il governo maltese di essere complice e responsabile dell'attentato, non rivendicato da nessuno ma chiaramente un omicidio di stampa mafioso che è senz'altro anche un avvertimento generalizzato, e ha puntato il dito contro il premier laburista Joseph Muscat e il suo entourage, accusandoli di aver saturato il governo, la polizia e le corti di giustizia di complici disonesti e di aver trasformato Malta in una isola mafiosa.

Dal canto suo, il primo ministro di Malta Muscat, in passato coinvolto nelle inchieste giornalistiche della cronista 53enne, in un'intervista al quotidiano La Stampa ha dichiarato che negli ultimi due mesi il bersaglio principale di Daphne Caruana Galizia era il nuovo capo dell'opposizione, Adrian Delia, "accusato di riciclaggio di denaro, prostituzione e altro", ha spiegato Muscat. "Quando ha scritto cose non vere, come nel mio caso, le ho fatto causa. Di certo non sono stato il suo unico bersaglio politico", ha concluso il primo ministro maltese.

Da segnalare, infine, che Julian Assange, fondatore di WikiLeaks, ha promesso una ricompensa di 20mila euro per ogni informazioni utile sui responsabili dell'omicidio.