Ginevra (askanews) - In fuga dalla guerra e dalla miseria, l'ecatombe continua. Dall'inizio dell'anno su oltre 250mila persone che hanno tentato la traversata, più di 3.000 migranti sono morti nel Mediterraneo secondo quanto riferito dall'Organizzazione internazionale per le migrazioni che ha sottolineato come nel 2015 i morti nei primi sette mesi dell'anno erano stati 1.917.

Dalla fine di marzo si registra una drammatica media giornaliera di una ventina di migranti morti in mare, in gran parte provenienti dall'Africa subsahariana.

Secondo quanto registrato dall'Oim, la rotta verso l'Italia resta la più pericolosa con 2.606 morti su 88.351 persone sbarcate. Sempre da inizio gennaio, quasi 160mila profughi sono giunti in Grecia mentre 383 sono annegati e altri 45 sono scomparsi in mare al largo delle coste spagnole.

Intanto, secondo quanto riferito dal ministro dell'Interno Angelino Alfano, intervistato sul tema dell'immigrazione nel corso della trasmissione "Radio Anch'io", in Italia il numero degli sbarchi dei migranti risulta sostanzialmente in linea con quello dell'anno precedente, pari cioè a 88.351 mentre lo scorso anno se ne erano registrati 88.970.

(Immagini Afp)