Conosce un altro Antonio, parlamentare e pro-Corea del Nord, ossia Antonio Razzi, il cui cognome in inglese suona “rockets”? “No, non conosco Roketto-san”, risponde Antonio Inoki, il mitico ex re del wrestling che oggi e' parlamentare giapponese ed e' appena tornato (per la 32esima volta) da Pyongyang nel suo ruolo di aspirante mediatore volontario informale. La traduttrice, nella conferenza stampa al Foreign Correspondents' Club of Japan, diligentemente replica che Inoki non conosce “Antonio Rockets”. Il senatore ed ex lottatore e' certo una persona diversa da quella di quattro decenni fa, quando assunse notorietà mondiale sfidando Muhammad Ali', e a 74 anni ammette di avere molti acciacchi, senza smettere di invitare tutti a mantenersi in forma. E' uno dei pochissimi giapponesi con canali di comunicazione diretti con i vertici del regime nordcoreano. Ha spiegato che la sua attenzione verso Pyongyang risale al fatto che il suo mentore fu il wrestler Rikidozan, considerato il padre del wrestling professionistico in Giappone, il cui cruccio fu di non poter rimettere piede nella terra natale. “ Io credo che sia importante dialogare e anzitutto ascoltare quello che gli altri hanno da dire. Oggi molti leader fanno a gara nell'alzare i pugni, il che genera una pericolosa escalation: e' tempo di cercare di fare in modo che qualcuno cominci ad abbassare i pugni”. “Come unico Paese vittima delle bombe atomiche - secondo Inoki - il Giappone ha una responsabilità speciale nel cercare di evitare il rischio di una guerra nucleare. Anche con una diplomazia autonoma che cerchi la mediazione”.Leggi l’articolo