Nizza (askanews) - Ad una settimana dall'attacco di Nizza in cui un camion di 19 tonnellate è piombato sulla folla uccidendo 84 persone, il governo francese è finito sotto accusa per la gestione della sicurezza. Il 14 luglio era un giorno di festa nazionale, c'erano centinaia di persone sul lungo mare a guardare i fuochi, eppure a bloccare l'ingresso dell'area pedonale da cui ha fatto irruzione il camion c'era una sola macchina di agenti municipali e nessuna traccia di polizia nazionale. Lo sostiene il quotidiano francese "Libération" che cita come fonti testimoni oculari e poliziotti presenti sul posto quella sera. Uno scenario ben diverso da quello descritto dal governo e dal ministro dell'Interno Bernard Cazeneuve, che aveva parlato di un dispositivo di sicurezza più solido, con la presenza congiunta di polizia municipale e nazionale.

Secondo "Libération" l'unica auto presente sul posto per di più era vicino al mare, in una posizione non adatta ad impedire il passaggio dei veicoli.

Cazeneuve ha respinto l'accusa di aver mentito sulla presenza di polizia nazionale, definendola una "contro verità", ma ha chiesto una valutazione tecnica ufficiale alla polizia sul piano per la sicurezza messo in campo quella sera per un "atto di trasparenza e verità dovuto alle vittime", ha detto il ministro.