Roma, (askanews) - "Alcune" delle oltre cento ragazze che mancavano all'appello dopo un attacco di Boko Haram a una scuola femminile nel villaggio di Dapshi, nello Stato di Yobe, in Nigeria, sono state tratte in salvo. Lo ha annunciato un portavoce del governatore dello Stato, Ibrahim Gaidam, senza specificare però il numero delle giovani liberate.

Poche ore prima, secondo la Cnn, il commissario all'Educazione aveva parlato di 80 liceali libere grazie a una soffiata arrivata all'esercito, che è subito intervenuto. Ma le notizie sono pochissime. "Aspettiamo che la scuola ci fornisca dei dati - ha dichiarato il Commissario della polizia dello Stato di Yobe - non ci sono dubbi che molte altre studentesse mancano ancora".

Nonostante la liberazione di alcune ragazze, resta lo spettro di un rapimento di massa come quello delle studentesse di Chibok del 2014.

I militanti del gruppo jihadista nigeriano, pesantemente armati, hanno lanciato un assalto al villaggio di Dapshi, sparando in aria e facendo esplodere granate. Studentesse e professori della Girls Science Secondary School e altri abitanti sono fuggiti nella macchia, nel timore di venir rapiti dai combattenti. Ma molte non hanno fatto in tempo

"Erano circa le 18.30, stavamo mangiando a scuola, alcune di noi stavano pregando - racconta una studentessa - abbiamo sentito degli spari, non sapevamo dove stavamo andando. Ci hanno portate lontano, ma oggi ci hanno liberate, siamo tornate a casa".