Managua (askanews) - Il presidente del Nicaragua, Daniel

Ortega ha attaccato i "criminali satanici", i vescovi cattolici e gli Stati Uniti, per l'ondata di proteste che ha colpito il Paese e che ha definito un tentativo di "colpo di Stato". Il Capo di Stato ha represso le contestazioni, che dice essere finanziate "dall'impero nordamericano", in maniera violenta.

"Stiamo difendendo i nostri diritti le nostre decisioni non sono quelle di Washington, appartengono a Managua", ha detto, parlando ai sostenitori in occasione del 39esimo anniversario della rivoluzione con cui è giunto al potere.

Ortega ha poi attaccato i vescovi cattolici, che hanno tentato di mediare il dialogo tra lui e l'opposizione, di "essersi comportati come cospiratori".

"Molte chiese sono state usate come caserme per nascondere armi e per custodire bombe per attaccatre e uccidere", ha dichiarato.

Il Nicaragua vive nel caos da oltre tre mesi. Le prime manifestazioni erano iniziate il 19 aprile scorso, per protestare contro Ortega per una riforma del sistema sociale che avrebbe portato a una riduzione delle pensioni e dei programmi di assistenza per la popolazione. Le proteste sono state represse con violenza. Negli scontri sono morte oltre 280 persone.