Varsavia (askanews) - Venti, per ora solo simulati, di guerra lungo il confine orientale della Nato. La Polonia ha lanciato le più imponenti esercitazioni militari dalla fine del comunismo nel 1989 con la partecipazione di diversi paesi dell'Alleanza atlantica in un clima di forti tensioni con la Russia. In quadro che ricorda da vicino la Guerra fredda d'antan, pur se fuori tempo massimo.

In totale oltre 30mila militari di 24 eserciti, tra cui 19 della Nato, partecipano alle manovre di "Anaconda 16", appuntamento biennale che terminerà il prossimo 17 giugno. Sono previsti lanci di paracadutisti, la costruzione di un ponte sulla Vistola per il passaggio di 300 blindati e assalti notturni con l'impiego di 35 elicotteri.

L'obiettivo, secondo quanto dichiarato dal ministro della Difesa polacco Antoni Macierewicz, è verificare la capacità dei paesi dell'alleanza di difendere il fianco orientale. Il Cremlino non ha gradito questa sorta di strategia delle tensione più o meno sotto traccia e ha deciso di rafforzare le difese sul suo fronte occidentale, sempre più nevralgico. Un'escalation di cui l'Europa e il mondo interno avrebbero fatto volentieri a meno.

(Immagini Afp)