Con una toccante cerimonia, Nagasaki ha commemorato oggi le oltre 70mila vittime della bomba al plutonio che distrusse la città il 9 agosto di 71 anni fa. Alle 11.02 ora locale – il momento della tragedia – le migliaia di persone accorse al Parco della Pace sono state un minuto in silenziosa preghiera. Il sindaco della città, Tomihisa Taue, ha chiesto alla comunità internazionale maggiori sforzi per creare una cornice legale che possa far avanzare la prospettiva del disarmo nucleare. Ha anche detto cose sgradite al premier Shinzo Abe, presente alla cerimonia, definendo contraddittoria la politica giapponese che si basa sull'ombrello nucleare americano in base al principio della deterrenza. Ha inoltre premuto per una legge che sancisca chiaramente che il Giappone resterà fedele ai “Tre principi non-nucleari” e invocato la creazione di una “NorthEast Asia Nuealr Weapons-Free Zone”. Un anziano hibakusha, ossia uno dei sopravvissuti all'atomica, Toyokazu Ihara, ha anche chiesto ad Abe di non tentare di cambiare la Costituzione pacifista del Paese e di abrogare la recente legislazione sulla “sicurezza collettiva”.
Se a Hiroshima tre giorni fa la commemorazione si era svolta sotto il segno della recente visita di Obama, a Nagasaki la gente era sotto l'impressione del videomessaggio di ieri dell'imperatore Akihito, che in sostanza ha chiesto di poter abdicare quando l'età avanzata non gli consentirà più di svolgere i suoi doveri. Sarà necessaria una legge: i tradizionalisti appaiono contrari a una riforma che intaccherebbe la presunta sacralitaà dell'istituzione imperiale. Ma la grande maggioranza dell'opinione pubblica è favorevole a rispettare i desideri di Akihito. E per fortuna fu rispettata la volontà di suo padre, Hirohito, che dopo Nagasaki decise di porre fine alla guerra in presenza di un governo ancora diviso a metà della questione della resa.
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