Monaco di Baviera (askanews) - La follia omicida del terrorismo, dopo il Belgio e la Francia, si abbatte sulla Germania. La sparatoria di ieri nel centro commerciale Olympia di Monaco di Baviera, che ha provocato nove morti ed è stata opera di un singolo uomo che dopo la strage si è suicidato.

Si tratta di un 18enne di doppia nazionalità tedesca e iraniana che viveva a Monaco, secondo quanto riferito dalla polizia che tuttavia non esclude possibili complicità di altre persone. Tra le vittime figurano anche dei bambini. Sedici persone sono rimaste ferite, tre delle quali versano in gravi condizioni.

Le forze di sicurezza tedesche, che per alcune ore hanno dichiarato lo stato di emergenza in città, hanno perquisito la casa del terrorista. Gli inquirenti hanno raccolto numerosi elementi che però non hanno ancora permesso di chiarire il reale movente dell'assassino. Gli agenti hanno portato in caserma e interrogato anche il padre dell'attentatore.

Un'enorme caccia all'uomo era stata lanciata ieri dopo che si era diffusa la notizia che un commando di tre uomini armati era coinvolto nell'attacco. Poco dopo le 20, circa un'ora e 40 minuti dopo le notizie della sparatoria, sono arrivate immagini di agenti di polizia pesantemente armati che circondavano l'area dell'attentato. Il corpo del sospetto, con accanto uno zainetto, è stato trovato a circa un chilometro dal centro commerciale Olympia, il luogo della sparatoria nel quartiere nord-occidentale di Moosach.

Il capo della polizia di Monaco di Baviera Hubertus Andrae ha reso noto in conferenza stampa che il sospetto non era conosciuto alle forze dell'ordine e che al momento non ci sono elementi che facciano supporre legami con gruppi terroristici organizzati. Le indagini proseguono e nessuna ipotesi viene scartata.

(Immagini Afp)