Roma, (askanews) - Non c'è nessuna invasione di migranti. Nonostante siano in molti, per primo il leader della Lega Mattia Salvini, a dire che l'Italia stia vivendo una vera e propria emergenza, con decine di sbarchi negli ultimi giorni, le cifre reali confermano una realtà simile a quella degli anni scorsi. Michele Prosperi, portavoce di Save the Children Italia. "In questo momento, facendo il confronto con lo scorso anno, i numeri sono molto simili, sia facendo un confronto con le cifre dall'inizio dell'anno, sia prendendo un periodo di intensità di arrivi maggiori come la scorsa settimana, in cui sono arrivati oltre 10mila migranti, tra l'alto è stata anche una settimana drammatica con vari naufragi e centinaia di dispersi".

Sono cambiati però i migranti in arrivo nel nostro Paese: "Quello che cambia sono i paesi d'origine dei migranti che arrivano in Italia e anche le età. Save the children si dedica soprattutto ai minori non accompagnati, che sono i più vulnerabili, la maggior parte sono ragazzi di 15, 16 o 17 anni, ma ne incontriamo anche di più piccoli, anche di 9 anni, e il loro numero è aumentato, è quasi triplicato quest'anno".

"Ai gruppi consistenti di minori non accompagnati che nel 2015 provenivano dall'Eritrea e dalla Somalia, si è aggiunto un gruppo molto consistente dal Gambia".

Ne sono arrivati circa 800, dal Gambia, dall'inizio dell'anno, e Prosperi racconta che anche dall'Egitto ne arrivano a centinaia. Sono a migliaia i minori non accompagnati arrivati in Italia. "Nel complesso sono più di 6000 dall'inizio dell'anno arrivati, circa il 15% del totale".

Una realtà ormai assodata, rispetto a cui, dice Prosperi anche il governo dovrebbe essere preparato, anche per evitare che i ragazzini giunti in Italia scappino e siano soggetti a nuovi sfruttamenti e nuovi raggiri. "I minori non accompagnati eritrei e somali hanno un'idea molto forte quando sbarcano, hanno un obbiettivo preciso che è di raggiungere altri paesi europei: la Svezia, la Germania, l'Olanda, l'Inghilterra...".

"Nella stragrande maggioranza dei casi abbandonano le strutture di prima accoglienza, si riaffidano ai trafficanti per attraversare l'Italia e raggiungere le frontiere".