Città del Messico (askanews) - Le squadre di soccorso in Messico continuano le ricerche di eventuali sopravvissuti dopo il sisma di magnitudo 7,1 che ha fatto almeno 245 morti. Con il fiato in sospeso in particolare per le operazioni sul sito di una scuola di Città del Messico, dove sono morti 21 bambini e cinque adulti e dove si teme per la sorte di molti altri dispersi.

I soccorritori che stanno lavorando sotto gli sguardi angosciati dei genitori dei bambini dispersi hanno intercettato segnali di vita sotto le macerie, usando uno scanner termico. "Sono vivi, sono vivi!", hanno gridato dei volontari della Protezione civile, che sono riusciti a salvare già 11 persone. In tutta la capitale gli edifici completamente crollati sono una quarantina, ma moltissime case sono inagibili. Intorno alle macerie si ripete quasi sempre la stessa scena, con decine di persone impegnate nella ricerca di eventuali sopravvissuti. Manca la luce in oltre la metà delle case e la pioggia sta complicando i soccorsi.

Questo terremoto è arrivato esattamente 32 anni dopo la grande scossa del 1985, che provocò la morte di oltre 10mila persone e che continua a rappresentare un trauma a livello nazionale per tutto il Messico.