Saint-Etienne-du-Rouvray (askanews) - Il rettore della moschea di Parigi e l'arcivescovo di Rouen si schierano contro la follia terrorista che minaccia di scatenare il mondo sulle piste senza ritorno dello scontro di civiltà. Monsignor Dominique Lebrun, a Cracovia per la Giornata mondiale della gioventù, appena raggiunto dalla notizia del martirio di padre Jacques Hamel sull'altare della parrocchia del villaggio di Saint-Etienne-du-Rouvray aveva mormorato sgomento: "L'Innommable arrive...", L'Innominabile sta arrivando, paventando scenari da apocalisse.

Tornato a Parigi, ricevuto da François Hollande e dal ministro dell'Interno Bernard Cazeneuve, sui gradini dell'Eliseo l'arcivescovo di Rouen ha ripetuto le immortali parole d'intercessione per i suoi persecutori pronunciate dal Cristo sulla Croce.

"Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno", ha esordito monsignor Lebrun. "Credo che Dio abbia tentato di insegnarci a non manifestare reazioni da capro espiatorio, nella ricerca a tutti i costi di un colpevole. Da parte mia cercherò nel mio cuore di non lasciarmi travolgere dalla volontà di vendetta e dalla collera, anche se chiedo conto a Dio di quanto successo".

Impegnato a evitare il punto di non ritorno anche il rettore della moschea a di Parigi Dalil Boubakeur che ha esortato i musulmani a prendere posizione senza se e senza ma contro il terrorismo di matrice islamista.

"È ormai giunta l'ora per i musulmani di prendere coscienza di quanto non va in questa visione dell'Islam diffusa a livello mondiale. I musulmani di Francia devono promuovere l'iniziativa di una formazione religiosa molto più attenta e consapevole", ha detto Boubakeur.

(Immagini Afp)