La Valletta (askanews) - Migliaia di maltesi sono scesi in piazza domenica 22 ottobre per esprimere il loro desiderio d'unità dopo l'assassinio della giornalista e blogger anticorruzione Daphne Caruana Galizia, in un paese segnato da antiche divisioni.

Fortemente colpiti dall'attentato con autobomba che ha ucciso la giornalista lunedì, i maltesi si sono riuniti a migliaia nelle strade della Valletta per una marcia pacifica.

Gli organizzatori, espressione della società civile, hanno chiesto di presenziare con la bandiera maltese, senza alcun segno d'appartenenza politica e hanno vietato ai politici di prendere la parola. "Siamo scesi in piazza per chiedere alle istituzioni che sia fatta giustizia", ha detto un manifestante.

"E' stata una manifestazione per dire che la società civile intende proteggere la libertà d'espressione senza il rischio di finire uccisi come Daphne", ha spiegato un altro.

"I giornalisti non saranno ridotti al silenzio", "Noi non abbiamo paura, o ancora "Ci sono corotti dappertutto" si poteva leggere sui cartelloni lungo la marcia per Daphne Galizia.