Londra (askanews) - Sorpasso Brexit. Il 51% dei britannici sarebbe favorevole a un'uscita del Regno unito dall'Unione europea. È quanto emerge, per la prima volta, dopo circa un mese da una media dei sondaggi pubblicata dal sito WhatUKThinks a meno di tre settimane dal referendum del 23 giugno. La precedente indicazione dava i due campi testa a testa, al 50%.

Intanto la campagna elettorale si sta scaldando sempre più. "Abbiamo un'alternativa ed è un'alternativa straordinaria" sottolinea Boris Johnson, ex sindaco di Londra, uno dei grandi tenori pro Brexit. "Si tratta di una relazione con l'Europa basata sulla cooperazione tra governi liberamente eletti e non sui capricci di burocrati eletti da nessuno".

"L'isolazionismo non ha mai fatto gli interessi di questo paese" ribatte David Cameron, premier britannico e principale esponente del fronte anti Brexit. "Ogni volta che voltiamo le spalle all'Europa, presto o tardi ce ne pentiamo".

"Rivogliamo i nostri passaporti, le nostre frontiere, il nostro paese. Tutto qua, liscio come l'olio" sintetizza Nigel Farage, punta estrema del fronte anti Unione europea.

L'aria che tira oltre il Canale ha influenzato anche i mercati finanziari. Sterlina britannica in pesante ribasso in avvio di settimana dopo i sondaggi a favore della Brexit in vista del referendum del 23 giugno. Il british pound cala a 1,2699 euro, dopo un minimo di seduta a 1,2649, mentre venerdì scorso in chiusura si attestava a 1,2737 euro. La sterlina cala a 1,4393 anche sul dollaro Usa, a fronte di 1,4470 circa nella chiusura di venerdì.

(Immagini Afp)