Roma, (askanews) - Lo stadio di Tirana in cui si allenava è stato demolito a pochi giorni dalle Olimpiadi e Luiza Gega, atleta 27enne specializzata nella corsa dei 3000 metri a ostacoli, e che sarà anche la portabandiera per l'Albania, è costretta a reinventarsi la sua preparazione nella natura.

L'Albania non ha mai conquistato una medaglia nell'atletica, considerata sport inferiore, non di interesse nazionale come il calcio. Nessuno la finanzia, o la sostiene, ma lei sogna di qualificarsi per la finale ai Giochi di Rio. Si allena per strada, fa stretching al parco, ma le manca la pista attrezzata.

Ad aprile si è deciso di buttare giù l'unico stadio che c'era a Tirana, per costruire una gigantesca arena da oltre 22mila posti. Il governo ha assicurato che sarà una delle più belle d'Europa. Ma a lei non interessa.

"Quando ho saputo dalla stampa che volevano demolire lo stadio, non credevo che lo avrebbero fatto proprio prima delle Olimpiadi. Mi sono allenata qui per anni e ora come faccio?". "Sono l'unica albanese che ha ottenuto la qualificazione. Questi sono i miei primi Giochi, non vedo l'ora di parteciparvi, ma devo darmi da fare" ha detto.

Il problema si pone anche dopo le Olimpiadi. "Ho vissuto a Tirana per 7 anni, ma ora senza stadio devo cambiare città. Attualmente ce ne sono solo due in tutto il paese con una pista da corsa".

Il problema restano sempre le sovvenzioni del governo, per avere anche una piccola somma deve almeno conquistare una medaglia.