Roma, (askanews) - Anche l'Himalaya non è più inaccessibile: il mondo moderno arriva ovunque. Persino nell'Upper Mustang, un tempo Regno di Lo, piccolo ex regno buddista nel nord del Nepal. E' stato chiuso ai visitatori fino al 1992; ora una superstrada lo collega con l'India e la Cina, e porta la modernità.

Jigme Singi Palbar Bista è l'ex principe dell'Upper Mustang. "Ora con la superstrada i locali sono felici perché le merci arrivano in fretta e a poco prezzo. Prima bisognava portare tutto coi muli o coi portantini", dice.

Il governo del Nepal impone ancora una cospicua tassa d'accesso per controllare il numero dei visitatori e proteggere la cultura unica di questa zona. I locali sono contenti, ma sono in tanti a temere che gli abiti tradizionali saranno rimpiazzati da jeans e scarpe da ginnastica.

"E' importante preservare la nostra cultura, la nostra identità", dice il monaco Khenpo Kunga Tenzin.

Ma le nuove generazioni non vedono l'ora di abbracciare la vita moderna. Le carovane di yak e le lampade al kerosene potrebbero avere i giorni contati, riflette un negoziante, Tsewang Norbu Gurung: "Parliamo della nostra cultura ma molte cose sono successe. Per i giovani tutto è cambiato, la pensano in maniera molto diversa da noi".

E questa vita ferma nel tempo, preservata per secoli, viene a un costo che le nuove generazioni non sono più disposte a pagare.