Roma, (askanews) - Sono stati 65,3 milioni i profughi e i rifugiati in fuga da conflitti e persecuzioni nel mondo nel 2015. Un numero record secondo il rapporto annuale dell'Unhcr, diffuso nella Giornata mondiale del rifugiato, e in forte aumento rispetto ai 59 milioni e mezzo dell'anno precedente.Significa che una persona su 113 oggi è un richiedente asilo, sfollato interno o rifugiato e che il numero di persone costrette alla fuga è più alto del numero di abitanti di Francia, Regno Unito o Italia.

In molte regioni del mondo il tasso di incremento delle migrazioni forzate si è alzato notevolmente negli ultimi 5 anni: le crisi, infatti, durano in media più a lungo, è maggiore la frequenza con cui si verificano nuove situazioni drammatiche o si riacutizzano crisi già in corso, basta vedere la Siria, e ci vuole troppo tempo per trovare delle soluzioni. Fino a dieci anni fa, l'Agenzia Onu per i Rifugiati registrava circa 6 persone costrette a fuggire dalla propria casa ogni minuto. Oggi sono 24. I bambini rappresentano il 51% dei rifugiati del mondo nel 2015.

Se l'Europa ha fatto fatica a gestire oltre un milione di rifugiati e migranti arrivati via mare nel Mediterraneo nel 2015, secondo il rapporto l'86% dei rifugiati del mondo sotto mandato Unhcr sono in paesi a basso o medio reddito, in prossimità di situazioni di conflitto. Si arriva fino al 90% se si includono i rifugiati palestinesi. La Turchia è il principale paese ospitante, con 2,5 milioni di rifugiati.

La guerra in Siria rimane la causa principale delle migrazioni forzate e delle sofferenze ad esse connesse. Alla fine del 2015 ha costretto quasi 5 milioni di persone all'esilio come rifugiati e ha dato origine a 6,6 milioni di sfollati interni. L'Africa subsahariana è stata la seconda regione con il maggior numero di migranti forzati, dopo il Medio Oriente e il Nord Africa.