Roma, (askanews) - Un altro duro attacco alla Francia, altri morti, decine di morti e feriti. In 18 mesi, è la terza volta che il Paese ripiomba nel terrore. Parigi, Nizza, modalità sempre diverse di attacco, ma tutte ben pianificate. Quest'ultimo, imprevedibile, difficile da fermare. Un camion che si lancia contro la folla a gran velocità sul lungomare durante la festa nazionale per la presa della Bastiglia. Nessun controllo o rigida norma di sicurezza poteva prevederlo.

Sembra ieri, ma sono passati poco più di 18 mesi dal 7 gennaio 2015, dall'attentato contro la sede del settimanale satirico Charlie Hebdo, nel mirino dei terrorosti islamici per le sue vignette giudicate blasfeme: 12 morti e 11 feriti, e altre vittime due giorni dopo per un complice degli attentatori barricatosi in un supermercato kosher con degli ostaggi.

Passano i mesi e la Francia è di nuovo colpita. Il 13 novembre, sempre a Parigi, una serie di attentati quasi simultanei sconvolge il Paese: il più sanguinoso quello al Bataclan, durante il concerto degli Eagles of death metal in cui sono state uccise decine di persone, tra cui molti ragazzi. Il bilancio finale, dei vari attacchi, parla di circa 130 morti e oltre 300 feriti. Una strage, a cui fanno seguito raffiche di arresti e perquisizioni che portano alla cattura di vari membri del commando e a scoprire il filo rosso che lega gli attentati in Francia al Belgio. I terroristi sono quasi tutti del quartiere di Molenbeek e poco dopo toccherà a Bruxelles contare i suoi morti.

Adesso Nizza. Il governo francese aveva prolungato lo stato d'allerta fino al 26 luglio, ora il presidente Francois Hollande ha deciso di prorogarlo per altri tre mesi. La macchina della sicurezza ha funzionato durante gli Europei di calcio, ma l'allerta era massima. La modalità dell'ultimo attacco fa paura. Per ora sono stati rafforzati i controlli alle frontiere. Il Paese, tutto, ha detto Hollande, si sente minacciato.