Roma, 13 giu. (askanews) - Allarme Brexit a Gibilterra. Strana realtà quella della minuscola penisola, territorio britannico a sud della Spagna. Ma la Rocca ora trema alla prospettiva dell'uscita della Gran Bretagna dall'Unione Europea, se vincerà il sì al referendum del 23 giugno. Qui a Gibilterra, tutti sono convinti che l'Ue e il suo mercato unico siano essenziali.

Ivan Navas è un pensionato, con la maglietta "io sto dentro". "Si può dibattere" dice, "I panni sporchi si lavano in famiglia ma la famiglia non si abbandona. Come dice Cameron, cosa vogliamo essere? Una piccola Inghilterra? Dobbiamo stare insieme, insieme. L'Unione fa la forza".

Gibilterra vive di turismo, servizi finanziari, gioco online e servizi di spedizione. Il regime fiscale conveniente attira gli investitori anche come punto d'ingresso nel mercato unico europeo. L'economia è cresciuta del 10% l'anno scorso. Lasciare l'Ue cambierebbe le cose radicalmente sostiene Fabian Picardo, leader del partito laburista di Gibilterra.

"Come si cambia da un modello economico che vende a 520 milioni di persone a un modello che vende solo a 32mila persone? Dovremmo cambiare completamente e sarebbe molto difficile".

A livello internazionale la sfida è diversa. Gibilterra, ceduta dalla Spagna nel 1713, è tuttora contesa fra Londra e le rivendicazioni di Madrid. Nel 2002 un referendum bocciò l'idea di abbandonare la Gran Bretagna. Ma di fronte alla prospettiva di uscire dall'Ue, le cose potrebbero cambiare. Perché la Brexit lascerebbe la penisola completamente isolata.