Strasburgo (askanews) - La strada per l'entrata in vigore dell'accordo di Parigi sul clima è spianata: il Parlamento europeo infatti ha approvato la ratifica da parte dell'Unione Europea dell'accordo siglato nel dicembre scorso alla Cop21 per la lotta contro il riscaldamento climatico.

Alla seduta era presente anche il segretario generale dell'Onu, Ban Ki Moon. La ratifica consentirà all'accordo di entrare in vigore prima della prossima conferenza sul clima, la Cop22, che si aprirà il 7 novembre a Marrakech, in Marocco.

Il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, ha dichiarato: "Oggi l'Ue ha trasformato l'ambizione climatica in azione climatica".

L'accordo di Parigi si propone di mantenere il riscaldamento globale al di sotto dei 2 gradi centrigradi rispetto ai livelli pre-industriali: in particolare stabilisce che questo rialzo vada contenuto "ben al di sotto dei 2 gradi centigradi, sforzandosi di fermarsi a +1,5 gradi". Per centrare l'obiettivo, le emissioni devono cominciare a diminuire dal 2020. Si prevede inoltre un processo di revisione degli obiettivi ogni cinque anni, ma il primo passaggio dovrà avvenire già nel 2018, poi il controllo quinquennale nel 2023 e poi a seguire.

L'accordo impone ai Paesi di vecchia industrializzazione di finanziare con cento miliardi l'anno la diffusione di tecnologie verdi e per decarbonizzare l'economia; avvia inoltre un meccanismo di rimborsi per i Paesi più vulnerabili da un punto di vista ambientale.

"E' un momento storico", ha commentato Ségolène Royal, ministra dell'Ambiente e presidente francese della COP21 - è stata l'Europa a mettere il peso per andare verso l'applicazione dell'accordo di Parigi".

I Paesi membri dell'Ue "valgono il 12% delle emissioni di gas effetto serra, una percentuale sufficiente a raggiungere e superare la soglia del 55% necessaria per l'entrata in vigore dell'accordo. L'altro parametro, quello del numero di 55 Stati, era stato già raggiunto.

(Immagini Afp)