Bruxelles (askanews) - Sale la tensione tra l'Unione europea e la Turchia all'indomani del fallito golpe. A Bruxelles il vertice mensile dei ministri degli Esteri della Ue, attraverso le parole del capo della diplomazia europea Federica Mogherini, ha sottolineato come la democrazia in Turchia abbia bisogno di essere protetta per la salvezza del paese stesso. Un duro altolà è poi giunto anche a proposito del ventilato ripristino della pena di morte da parte di Ankara.

"Nessun paese può diventare Stato membro dell'Ue se introduce la pena di morte, questo è molto chiaro" ha sottolineato la Mogherini. "C'è anche un altro punto da ribadire anche se non riguarda l'istituzione per la quale sono autorizzata a esprimermi. Ma la Turchia è parte significativa del Consiglio d'Europa ed è pertanto obbligata ad applicare la Convenzione europea sui diritti umani che è molto chiara riguardo alla pena di morte".

Alle dichiarazioni della Mogherini hanno fatto eco quelle del commissario per la Politica di vicinato e i negoziati per l'allargamento Johannes Hahn al suo arrivo a Bruxelles. Ai giornalisti che gli chiedevano se il governo di Ankara stesse traendo vantaggio dal tentato golpe, Hahn ha risposto che le liste di proscrizione erano già pronte. E ciò dimostra che erano state preparate prima del tentativo di colpo di Stato.

Dal canto suo il primo ministro turco Binali Yildirim, al termine di Consiglio dei ministri ad Ankara, ha dichiarato che verrà chiesto conto di ogni goccia di sangue versato anche se la Turchia agirà nel quadro scrupoloso del diritto. Il premier ha poi reso noto che più di 7.500 persone si trovano in carcere dopo il tentato golpe.

(Immagini Afp)