Milano (askanews) - La più grave strage negli Stati Uniti dopo l'11 settembre divide la politica americana e piomba sulla campagna elettorale per la Casa Bianca. Se la condanna per l'irruzione da parte di uno squilibrato in un locale gay a Orlando costata la vita a decine di persone è stata unanime, non lo è stata la risposta all'attacco.

Per Barack Obama la strage è l'ennesima dimostrazione della necessità di una legge sul controllo delle armi. "Questo massacro è un ulteriore promemoria di quanto sia facile per chiunque mettere le mani su un'arma che gli consenta di sparare a qualcuno in una scuola, in un luogo di culto, in un cinema o in un locale notturno - ha detto. E noi dobbiamo decidere quale tipo di Paese vogliamo essere. Non fare niente è comunque una decisione".

Una posizione criticata dal candidato repubblicano alla presidenza Donald Trump che ha accusato Obama di non aver mai usato le parole "Islam radicale". Aspetto su cui si era invece da subito concentrato Trump: "Apprezzo i complimenti per essere nel giusto riguardo al terrorismo islamico radicale - ha scritto in un tweet un'ora e mezzo dopo il massacro - Non voglio complimenti. Voglio durezza e controllo. Dobbiamo essere intelligenti". Infine Trump non ha risparmiato attacchi alla rivale democratica Hillary Clinton, sul tema dell'immigrazione e del radicalismo islamico.

Clinton invece sulla scia di Obama ha parlato di un omicidio mosso "dall'odio" ed è tornata sul tema del controllo delle armi "Abbiamo bisogno di tenere le armi come quelle usate l'altra notte, lontano dalle mani dei terroristi o di altri violenti criminali" ha detto, esprimendo il suo cordoglio alla comunità lgbt "sappiate che avete milioni di alleati nel paese. Io sono una di loro".

Entrambi i candidati hanno sospeso gli eventi elettorali in programma.