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L'Islanda dopo il referendum: un piede in UE e l'altro negli USA

Isafjordur (Islanda), 19 set. (askanews) - A metà strada tra l'Europa e l'America, Isafjordur è la capitale dei Fiordi Occidentali in Islanda. La città è la più a ovest del nord Europa ed è il luogo ideale per capire che cosa è accaduto, solo qualche settimana fa, con il referendum sulle trattative per l'ingresso dell'isola di ghiaccio nell'Unione europea. "La popolazione islandese ha votato contro la ripresa dei negoziati che erano stati avviati nel 2010 e poi si erano fermati. Il 53% ha risposto di no e il 47% di sì alla domanda sulla volontà di riprenderli. Nella capitale, Reykjavik, la maggior parte degli intervistati si è espressa a favore, mentre nelle zone rurali i contrari hanno vinto" ci racconta Gylfi Òlafsson il sindaco Isafjordur dove oltre il 60% della popolazione ha votato no. L'islanda è un paese che non ha esercito, anche se non è neutrale. "Questo è sempre stato un aspetto molto importante delle nostre relazioni internazionali che si basano principalmente su tre pilastri. Uno è l'appartenenza alla NATO, ne siamo membri dal 1949. Siamo membri dello Spazio economico europeo e lo siamo dai primi anni '90 e, in terzo luogo, facciamo parte delle Nazioni Unite. Per questo ci sentiamo al sicuro". Legata all'Europa per cultura, l'Islanda ha un rapporto con gli Stati Uniti molto stretto. "L'Islanda è sempre stata un mix tra Europa e America. Durante la Seconda Guerra Mondiale, c'era l'esercito britannico, poi quando gli inglesi andarono via, arrivò l'esercito degli Stati Uniti. I rapporti sono sempre stati amichevoli fino al 2006, quando l'esercito americano se n'è andato perché doveva dare priorità al Medio Oriente. Siamo sempre stati molto amichevoli con tutti, come se avessimo un piede in Europa e l'altro negli Stati Uniti". L'Islanda dopo la crisi economica del 2008, sta vivendo un grande momento di espansione che la rende molto appetibile. "Direi che non siamo contenti del fatto che Donald Trump ha immaginato l'Islanda come parte degli Stati Uniti. Ma essendo una nazione molto piccola, dobbiamo esportare e importare parecchio e dobbiamo avere buone relazioni con tutti". Isafjordur, con una popolazione di circa 2.600 abitanti, per due mesi all'anno non vede sorgere il sole, per questo il primo cittadino che è un pianista e compositore ha ideato una festa e una canzone per celebrare il ritorno alla luce. Un semplice esempio di come questa popolazione di ceppo vichingo sia orgogliosa delle proprie origini e tradizioni. Isafjordur cerca così di restare in equilibrio tra due mondi.
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