Roma, (askanews) - Il governo indiano vuole vietare la pratica dell'utero in affitto, un'industria che frutta milioni di dollari. Nuova Delhi intende così arginare lo sfruttamento delle donne più povere, per le madri surrogate è invece una mossa che le priva dell'unico mezzo per uscire dalla povertà. Alka Shivakar, che di bambini ne ha già tre, aspetta due gemelli per un'altra coppia, come fanno altre migliaia di donne in India:

"La pratica dell'utero in affitto non si fermerà, continuerà perché è qualcosa sui cui possiamo fare affidamento. Gente povera come noi, che non ha nemmeno terra agricola, non abbiamo nemmeno abbastaza soldi per comprare verdure".

L'India è una delle mete favorite per chi è alla ricerca di una madre surrogata, da quando la pratica è stata legalizzata nel 2002. Un'industria da 2,3 miliardi di dollari ogni anno che rappresenta un'entrata economica per circa 2.000 donne come Sharmila, la quale per due gemelli riceverà 6.000 dollari (400.000 rupie), una cifra che per alcuni in India è una fortuna.

"Con questi soldi potrò seguire i miei bambini, la loro istruzione e altre cose. Potrò anche costruire una casa", spiega.

L'utero in affitto è legale anche in Russia, Ucraina e in alcuni Stati americani, ma molte coppie straniere preferiscono l'India perché ha un servizio più sicuro ed economico. Il governo indiano ha di recente proposto una legge che vieta la pratica, la quale - se la legge passerà - sarà concessa solo a coppie di parenti indiani sposati e non a scopo di lucro.

(immagini Afp)