Roma, (askanews) - L'arcangelo Michele risplende di nuovo sulla sommità dell'abbazia del Mont-Saint-Michel, pronto a trafiggere con la sua spada il drago che striscia ai suoi piedi: la famosa statua di 520 chili si eleva di nuovo a 160 metri sopra del livello del mare. Ci è volata non certo con le sue ali, ma in elicottero. Per consentire il restauro e l'operazione di distacco prima e di riposizionamento poi, il pinnacolo dell'abbazia è stato ricoperto da un'impalcatura alta 30 metri.

La statua di bronzo dorato, il cui nome ufficiale è "Saint Michel terrassant le dragon", è dello scultore francese Emmanuel Frémiet ed era stata installata in cima all'abbazia nel 1897: fu costruita nella stessa fonderia da cui uscì "La Liberté éclairant le monde", più comunemente nota come Statua della Libertà che si erge a largo di New York.

L'arcangelo, esposto alle intemperie dell'Oceano Atlantico nella Manica, inclusi i venti che trasportano la salsedine, era stato restaurato per altre due volte, nel 1935 e nel 1987.