Roma, (askanews) - L'Arabia Saudita si prepara ad accogliere Donald Trump, al suo primo viaggio internazionale da presidente degli Stati Uniti. Per le strade di Riad già sventolano le bandiere americane accanto a quelle nazionali e i cartelloni con il volto del miliardario accanto a quello del re Salman in arabo e inglese, inneggianti all'amicizia tra i due paesi e al comune obbiettivo di sconfiggere il terrorismo.

Infatti, nonostante Trump sia stato più volte accusato di islamofobia, anche per il suo divieto d'ingresso negli Stati Uniti per i cittadini di sei paesi musulmani, ancora bloccato in tribunale, condivide con l'Arabia Saudita l'opinione che l'Iran, sciita, sia una minaccia per il Medio Oriente e vuole che l'alleato si metta alla guida di un fronte che stabilizzi la regione e sconfigga l'Isis. Inoltre, i sauditi, dopo aver perso fiducia nell'America di Obama per l'accordo con l'Iran sul programma nucleare, vedono in Trump l'uomo che potrebbe consentire loro di rafforzarsi nella regione e fare affari miliardari.

Fitto il calendario: un bilaterale con i sauditi, un vertice con i leader dei Paesi del Golfo e un incontro con quelli della coalizione anti-terrorismo, guidata dall'Arabia saudita. "Il summit tra Stati Uniti, Arabia Saudita e paesi musulmani è storico - ha detto il ministro degli Esteri saudita Adel al-Jubeir - è un chiaro segnale, entrambe le parti sono interessate a un dialogo positivo e ad allearsi".

Il viaggio di Trump proseguirà poi in Israele, dove incontrerà il primo ministro Benjamin Netanyahu.