Roma, (askanews) - In Corea del Sud i canoni di bellezza sono ben definiti: donne filiformi come Barbie, al massimo di 50 kg, con pelle chiarissima e occhi truccatissimi. E una modella come Vivian Kim è considerata un outsider.

Lei però è fiera di essere curvy e cerca di far valere la sua femminilità, ha posato anche per marchi americani con il suo metro e 65 di altezza per 70 kg, e per alcuni, abituati a taglie fortissime, è anche fin troppo magra, ma nel suo paese è assolutamente "fuori-peso", e viene ridicolizzata.

"E' come se le persone famose di cui parlano i media fossero diventate i modelli di riferimento, magre e belle, e tutti quelli che non rispondono a questi parametri fossero da considerare grassi e brutti".

Kim, come donna over-size, ha fatto fatica a costruire la sua carriera nell'industria della moda. Ha creato un negozio online in cui vende abiti e accessori per le donne come lei e una rivista che parla solo di donne non magre. In Corea del Sud molte ragazze si sentono discrimate per il loro peso. "Una volta, quando pesavo 85 chili, ero su un autobus con mia madre che mi disse di scendere e prenderne un altro perché si vergognava di me. Era in imbarazzo, non voleva che la chiamassi mamma in pubblico, si vergognava", racconta una delle clienti di Kim.

La moda in Corea del Sud è restia ad aprirsi alle taglie forti, ma qualcosa sta cambiando. "Le aziende coreane devono iniziare ad accettare le taglie forti, a considerarle di più e non solo per le occasioni speciali o gli eventi" dice Gong Ji-Woo, a capo dell'agenzia New face Model.

In attesa di un cambiamento Kim è determinata a essere un esempio per tante.

"La cosa più importante - spiega ancora - è apprezzarsi e valorizzarsi per quello che si è, e non farsi scoraggiare".