Roma, (askanews) - Ancora non è troppo tardi per approvare le riforme che farebbero riconsiderare al leader dell'opposizione kenyana Raila Odinga la sua decisione di ritirarsi dalle elezioni presidenziali del 26 ottobre. Lo ha affermato lo stesso Odinga parlando con la stampa dopo le dimissioni di Roselyn Akombe, membro della Commissione elettorale che si è detta convinta della parzialità di diversi membri della commissione e quindi dell'impossibilità che questa svolga il suo lavoro in modo davvero indipendente.

"Le rivelazioni di Madame Akombe - ha detto Odinga - e la dichiarazione del presidente di ieri hanno confermato i nostri timori e i nostri motivi per ritirarci da questa competizione. È ormai chiaro a tutti che non c'è un clima propizio per avere un processo elettorale libero e imparziale". "Se si terranno consultazioni e riforme adeguate, in modo da affrontare i timori che ci hanno fatto ritirare, in quel caso ci ripenseremo. Ma così come stanno ora le cose, la nostra posizione resta quella annunciata ieri".

L'elezione del 26 ottobre è stata indetta dopo l'annullamento da parte della Corte costituzionale del voto tenutosi l'8 agosto 2017, che aveva visto la vittoria del presidente in carica Uhuru Kenyatta, rivale di Odinga. Il capo dell'opposizione ha anche confermato che il 26 ottobre il suo partito organizzerà manifestazioni di massa in tutto il paese. La commissione elettorale kenyana ha una storia controversa: nel 2007 presiedette un processo elettorale caratterizzato da vasti brogli, che sfociò in disordini e violenze in cui morirono oltre 1.100 persone.